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10 regole d’oro giapponesi per vivere in armonia

10 regole d’oro giapponesi per vivere in armonia
30 Maggio 2019 Arianna Bianchi
fiori di ciliegio giapponesi

I giapponesi con i loro riti e tradizioni, ci insegnano a vivere in armonia con il mondo esterno e con il nostro mondo interiore.

Questa capacità è fondamentale per condurre una vita che ci arricchisca. Non si tratta di sforzarsi di diventare ottimisti, bensì di imparare a percepire l’ordine dietro il caos, le opportunità dietro le sfide.

La felicità non dipende soltanto da ciò che ci accade, si basa soprattutto sul nostro modo di reagire di fronte a questi eventi.

Ecco alcune regole d’oro giapponesi da tenere a mente nella nostra quotidianità, tratte dal bellissimo libro Genki (lo trovate qui) di Nicolas Chauvat:

Sandali tradizionali giapponesi1 . GENKI: L’arte di restare in forma preservando la propria energia

Roma non è stata fatta in un giorno, si dice. Per riuscire in ciò che intraprendiamo non dobbiamo pertanto ricercare la velocità, bensì la costanza. Cionondimeno, anziché tentare di aumentare il nostro livello di energia è preferibile cominciare imparando a utilizzare con cognizione di causa quella che abbiamo di riserva.

2 . ARIGATŌ: Imparare ad essere riconoscenti

Ecco probabilmente uno degli insegnamenti più importanti di Confucio. Assai ispirati dai suoi pensieri, i giapponesi hanno capito che per vivere in armonia con gli altri non bisogna soltanto saper dire grazie, bensì è in primo luogo opportuno imparare a provare gratitudine.

“L’apprendimento della gentilezza è percepito come il modo migliore di sentirsi bene non solo con gli altri, ma anche con se stessi”.

3 . JIYU: Capire che cos’è la vera Libertà

Per i giapponesi la libertà non consiste nel poter fare qualsiasi cosa; la libertà è innanzitutto avere la forza d’animo di scoprire e diventare ciò che si è davvero.
Chi è schiavo delle proprie passioni, delle proprie paure, dei capricci del cuore come può sostenere di essere libero? In Asia uno dei modi più impiegati per ritrovare il proprio jiyu è la meditazione. Questa non ha lo scopo di far sparire i pensieri che sorgono nella mente, bensì serve ad aiutarci a prendere le distanze dai nostri sentimenti e desideri passeggeri.

calligrafia giapponese4 . MITATE: Creare supporti di visualizzazione

La visualizzazione è una forma di meditazione che consente alla mente di ritrovare la propria libertà.
Per agevolare questo processo mentale che permette di entrare rapidamente in uno stato di rilassamento, i monaci zen utilizzano ciò che chiamano mitate, termine che letteralmente significa “vedere e costruire”. I mitate più noti sono i giardini zen che ritroviamo in certi templi.
Nelle nostre società moderne, in cui abbiamo sempre meno tempo da concedere a noi stessi, è importante sapersi creare i propri mitate, per permettere alla mente di evadere per qualche istante ogni giorno.

5 . SHIKEN: Dare sempre il meglio di sé

Il successo sfugge sempre a chi non sa rialzarsi e abbandona al primo fallimento, ma nemmeno appartiene a chi ritiene di avere sempre una seconda possibilità.
Non dobbiamo lasciarci abbattere da un errore, bensì riuscire a svolgere ciò che intraprendiamo come se non fossimo certi di poter beneficiare di un ulteriore tentativo. Questo atteggiamento mentale permette di non lasciarsi sfuggire la vita e le opportunità che concede.

6 . GAMBARU: Imparare a non disperdersi

Non è la mancanza di opportunità che ci impedisce di realizzarci, è la moltitudine di tentazioni e di possibilità che ci risucchia in una perpetua fuga e ci allontana da noi stessi.
Di tradizione agricola, i giapponesi sanno che a colmare l’esistenza non è la rapidità del successo, bensì la sua durevolezza. Per compiere qualcosa di duraturo l’intelligenza da sola non è sufficiente, è fondamentale perseverare, anche quando non è visibile nessun segno di successo.

“Nessun agricoltore al mondo ha mai raccolto i frutti del suo lavoro il giorno dopo aver seminato i campi”.

7 . KAWAKIRI: Continuare nonostante i dubbi

Assai spesso a fermarci non è il dolore, bensì la paura di non riuscire a gestirlo a lungo termine. Come diceva Laozi, un viaggio di mille miglia comincia sempre con un primo passo. Chi si incammina verso nuovi orizzonti non deve focalizzarsi sulla distanza da percorrere. Non è il numero di passi a determinare la difficoltà del viaggio, bensì la portata delle barriere psicologiche da superare per oltrepassare i primi confini della nostra zona di comfort.

cerimonia del tè8 . MUDA: Andare all’essenziale

Accettare di fare una pausa per esaminare se quanto facciamo è davvero utile consente di riuscire in ciò che intraprendiamo.
Sebbene la perseveranza e la costanza siano due qualità indispensabili per portare a termine ciò che intraprendiamo, è altresì opportuno saper prendere le distanze dalle nostre attività, così da osservarle per distinguere l’utile dal superfluo.

9 . BAKA: Rendere saldi i propri giudizi

Per realizzarsi appieno è opportuno avere il coraggio di forgiarsi le proprie verità. Tuttavia, l’attaccamento a queste verità non deve divenire fonte di isolamento.
È bene vivere da uomini liberi, badando però a non finire per essere uomini soli. Il senso critico non deve farci dimenticare il nostro cuore.

10 . OMOTENASHI: La sincerità prima di tutto

Spesso tradotto con “ospitalità”, omotenashi è un termine complesso che comporta vari livelli di interpretazione. L’omotenashi non è una semplice ospitalità di facciata, è in primo luogo un modo di considerare il proprio ospite e comportarsi nei suoi confronti per creare un momento di sincera umanità.
Omotenashi non è la ricerca della perfezione, bensì della sincerità. Quando ricevete qualcuno non sforzatevi di essere perfetti, cominciate con l’essere felici di poter condividere qualche momento con la persona.

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