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Gli alimenti amici (e nemici) del fegato

Gli alimenti amici (e nemici) del fegato
9 Maggio 2018 Arianna Bianchi
fegato

Gli alimenti che consumiamo esercitano un’influenza fondamentale sullo stato del nostro fegato

Il fegato è l’organo che per primo riceve l’insieme delle sostanze prodotte dalla digestione. La sua forza e la sua resistenza sono quindi strettamente dipendenti da ciò che mangiamo.

Nel libro Detox per il fegato, Christopher Vasey ci dice che ci sono tre aspetti da considerare per quanto concerne l’alimentazione in rapporto al fegato:

Gli alimenti da evitare: certi alimenti non fanno altro che affaticare il fegato, aggredirlo e sovraccaricarlo. È indispensabile conoscere tali alimenti per cercare di limitarli o escluderli dalla nostra alimentazione;
Il regime alimentare favorevole al fegato: esiste un modo di nutrirsi adatto alle capacità del fegato. È questo il regime da seguire per sostenerlo e fortificarlo;
La dieta disintossicante: una dieta restrittiva, limitata nel tempo, arreca sollievo al fegato e gli permette di ripulirsi dalle tossine che lo intasano.

Gli alimenti da evitare

Alcuni alimenti sollecitano fortemente il fegato senza risultare benefici per l’organismo, o addirittura danneggiandolo. Il fegato si esaurisce nel trasformare o neutralizzare le tossine che essi apportano. Con il tempo le sue capacità diminuiscono, si indebolisce e non è più in grado di svolgere il suo lavoro in maniera corretta.

Gli alimenti che sarebbe bene evitare o limitare sono i seguenti:

– le margarine idrogenate (ricche di acidi grassi saturi, quindi di forma “trans”),
– gli oli pressati a caldo,
– la salumeria, le salsicce,
– gli alimenti affumicati (carne, pesce),
– gli alimenti ricchi di zucchero (caramelle, biscotti, cioccolatini, confetture),
– gli alimenti cucinati con burro,
– le fritture,
– le patatine fritte,
– la pasticceria,
– l’alcool,
– il caffè, il tè nero,
– gli alimenti con additivi.

I grassi cattivi mobilitano molte energie epatiche a livello digestivo, e riducono quindi in modo corrispondente quelle disponibili per la disintossicazione. Inoltre, l’eccesso di acidi grassi si accumula nel fegato e ne pregiudica il funzionamento (fenomeno del fegato grasso e congestionato).

Alcune persone pensano di fare qualcosa di buono per il proprio fegato eliminando a lungo termine qualsiasi consumo di grassi, siano essi animali o vegetali, ma sbagliano. Non mangiando più grassi, la cistifellea non è più indotta a riversare la bile che contiene nell’apparato digerente. La bile ristagna allora nella vescicola, si ispessisce e aumenta il rischio che si formino calcoli. Per di più, i muscoli della cistifellea lavorano di meno e perdono tonicità, a loro volta indebolendola.
L’assimilazione delle vitamine liposolubili, come A, D, E e F (omega 3 e 6) ne risulta egualmente compromessa. Da una parte perché, trovandosi in alimenti grassi non più consumati, verranno a mancare al corpo, dall’altra perché queste vitamine hanno bisogno della bile per essere assimilate, bile che fa loro difetto per mancanza di sollecitazione della vescicola biliare.

L’eccesso di zucchero bianco e di dolci è dannoso per il fegato, perché ogni zucchero inutile viene trasformato in grasso e colesterolo che ristagnano nel fegato e nel sangue. L’alcool, gli additivi, gli alimenti affumicati ecc. esauriscono il fegato, perché è quest’organo che deve neutralizzare le sostanze tossiche che contengono.
Il tabacco, le droghe e i medicinali (presi come automedicazione e per questo spesso inutili) non figurano nell’elenco che precede perché non sono di origine alimentare, ma risultano egualmente nocivi per il fegato.

Il regime alimentare favorevole al fegato

L’alimentazione benefica per il fegato è quella che non lo sovraccarica a livello digestivo e che produce tossine facilmente neutralizzabili ed eliminabili. Essa possiede anche la caratteristica di apportare numerosi elementi nutritivi utili al suo funzionamento.

Gli alimenti che fanno parte di un regime favorevole al fegato sono i seguenti: 

  1. Cereali integrali in chicco: orzo, farro, miglio, riso, quinoa, amaranto, mais
  2. Tante verdure, soprattutto a foglia verde e amare
  3. Germogli
  4. Alimenti fermentati (insalatini, verdura pressata, crauti, umeboshi)
  5. Condimenti agrodolci e cibi dal sapore acido leggero come il limone, l’acidulato di umeboshi e gli insaltini
  6. Zuppa di miso
  7. Funghi shitake
  8. Alghe
  9. Una piccola quantità di legumi tutti i giorni
  10. Frutta cotta

È preferibile consumare in via prioritaria frutta e verdura di coltura biologica e i prodotti caseari, le uova e la carne da allevamenti biologici, perché sono privi di sostanze chimiche tossiche (diserbanti, insetticidi, farmaci), e quindi non sovraccaricano il fegato. Finché possibile, si sceglieranno quindi alimenti integrali, che apportano più elementi nutritivi necessari al fegato, rispetto agli alimenti raffinati. È imperativo, inoltre, cucinare leggero, vale a dire con un minimo di grassi (bollito, al vapore, stufato).

Il brodo di clorofilla, rimedio macrobiotico per la salute del fegato

Il brodo di clorofilla stimola la funzionalità epatica e rilassa il fegato, ma non solo, favorisce la disintossicazione, aiuta ad abbassare il colesterolo, migliora  l’ossigenazione cellulare, aumenta i globuli rossi e migliora la qualità del sangue.

Per preparare il brodo di clorofilla ci vogliono delle foglie verdi, praticamente tutte vanno bene, tranne quelle degli spinaci e delle biete, troppo ricche di ossalati di calcio. Vanno benissimo le foglie dei cavoli (verza, cappuccio, ecc.), del broccolo, del cavolfiore, le foglie delle carote, dei ravanelli, i porri, le cime di rapa, il prezzemolo e persino l’insalata.

Ingredienti:

1/2 tazza di foglie verdi tritate (io ho usato 2 foglie di verza)
1 tazza d’acqua

Trita grossolanamente le foglie verdi e falle bollire per 1-2 minuti (senza sale). Filtra e bevi caldo.
Puoi berne 1-2 tazze al giorno, meglio caldo e a stomaco vuoto.
Se bevuto 10 minuti prima dei pasti aiuta a ridurre eventuali gonfiori alla pancia.

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